Paraguay


Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il Paraguay è uno Stato sociale basato sullo stato di diritto con una democrazia rappresentativa, partecipativa e pluralistica[1]. Nel preambolo della Costituzione, il popolo del Paraguay invoca Dio per promulgare la Carta.

La libertà religiosa è riconosciuta senza alcuna limitazione, ad eccezione di quelle stabilite dalla Costituzione e dalla legge. L’indipendenza e l’autonomia delle Chiese e delle denominazioni religiose è garantita. Non vi è una religione ufficiale di Stato e le relazioni tra lo Stato e la Chiesa cattolica sono basate sull’indipendenza, la collaborazione e l’autonomia. La preminenza del Cattolicesimo nella formazione storica e culturale del Paese è altrettanto riconosciuta.

Nessuno può essere indagato o dover testimoniare a causa del proprio credo. L’obiezione di coscienza per motivi etnici o religiosi è riconosciuta dalla Costituzione e dalla legge. La Carta costituzionale offre inoltre il diritto di asilo territoriale e diplomatico a chiunque sia perseguitato in ragione delle proprie opinioni o del proprio credo.

Le popolazioni indigene hanno il diritto di preservare e sviluppare le proprie identità etniche e possono fare riferimento alle proprie forme culturali e organizzazioni religiose. Il diritto all’educazione senza alcuna discriminazione è garantito così come la libertà di insegnamento ed il diritto a ricevere un’educazione religiosa.

Inoltre, non è permessa alcuna discriminazione tra i lavoratori su basi etniche o religiose. È riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza per chi non desidera effettuare il servizio militare, con l’obbligo di prestare un servizio alternativo per la popolazione civile in centri di assistenza medica. Nessun ministro religioso può concorrere per divenire presidente, vicepresidente, senatore o membro del Parlamento[2].

 

Incidenti

Come affermato nel Rapporto 2014 sulla Libertà religiosa internazionale del Dipartimento di Stato statunitense, le «unioni e le organizzazioni per i diritti umani paraguaiane hanno riportato che le aziende mennonite, spesso la principale fonte di impiego nelle aree remote della regione del Chaco, continuano a favorire lavoratori indigeni che si sono convertiti alla fede mennonita, rispetto a quanti non lo hanno fatto»[3].

Nel 2014 il governo del Paraguay ha continuato a sostenere un forum interreligioso che comprende 16 associazioni di vari gruppi religiosi e mira a favorire il dialogo[4].

 

Prospettive per la libertà religiosa

Con soltanto pochi casi di intolleranza religiosa, discriminazione o persecuzione riportati durante il periodo preso esame da questo rapporto, il Paraguay rimane una nazione che desta poca preoccupazione in termini di violazioni della libertà religiosa.